SCUDO, SCUDO RISCALDATORE MEDIEVALE,
SCUDO AD AQUILONE
Definizione: Possiamo definirlo un apparato di protezione progettato per bloccare e neutralizzare gli attacchi ravvicinati dell’avversario con spade, asce, asce da lancio, mazze oppure a distanza come pietre da fionda, frecce, lance ecc. praticamente realizzato per difesa personale o nel caso degli spartani per creare la formazione della ‘’Falange Greca’’ ovvero i loro scudi offrivano protezione non solo per se stessi ma anche ai loro compagni posizionati a sinistra. Mentre i romani usavano i loro scudi per creare una formazione simile a una tartaruga chiamata ‘’testudo’’ in cui interi gruppí di soldati sarebbero stati racchiusi in una scatola corazzata.
(Cfr Peter Skalfist, Daniel Mikelsten, Vasil Teigens, Storia delle armi e della tecnologia militare, Cap. Storia antica, pag. 2.)
Uno strumento di difesa, può trasformarsi in un’arma da offesa, nel nostro caso aggiungendo delle borchie acuminate o robuste punte in ferro. Inerente alla forma, sono state sviluppate in base alle esigenze in battaglia, esempio tagliare nell’angolo superiore lo scudo in modo da creare un supporto per la lancia.
Materiali impiegati: Poteva essere realizzato in metallo o in legno, in base al lignaggio del soldato o del cavaliere o dell’ordine di appartenenza.
Tipi di scudi: Gli scudi utilizzati durante il Medioevo erano generalmente di tre tipi:
- Scudi di grandi dimensioni per proteggere gran parte del corpo.
- Scudi con bordatura in metallo e impugnatura centrale per schivare o parare colpi nei combattimenti corpo a corpo. Esempio gli scudi tondi.
- Per i cavalieri si predilegevano scudi con forma triangolare nella parte inferiore, avendo una lunghezza di 60-70 cm con bordatura in metallo.
Decori:
Gli scudi medievali si differenziavano tra loro per il pregio dei loro decori sulla parte anteriore, che, come già illustrato precedentemente riproducevano lo stemma familiare, o l’ordine di appartenenza del cavaliere o del soldato.
I Materiali: Nel primo Medioevo europeo erano costruiti in legno leggero e resistente alla spaccatura quale:
.- Tiglio;
.- Abete;
.- Ontano[1]:
.- Pioppo, generalmente rinforzati con rivestimento in pelle[2], su uno o entrambi i lati e occasionalmente con bordi di metallo, che circondavano un ‘’boss di scudo metallico’’ di varia forma, avente funzione di intercettare, parare e deviare la percossa avversaria.
[1] Appartenente alla famiglia delle betulacee, come la betulla e il nocciolo, Il suo legno è inalterabile; nei Paesi del Nord Europa lo adoperano per fare zoccoli.
[2] All’occasione il cuoio poteva essere bagnato per inefficiare le frecce incendiarie.
Man mano che l’armatura migliorava, gli scudi si riducevano, portando al familiare stile di ‘’scudo del riscaldatore’’ fatti di diversi strati di legno laminato, con una leggera curva nella sezione trasversale. Lo stile del riscaldatore ha ispirato la forma del simbolico scudo araldico che è ancora usato oggi.
Scudo ‘’Pavise/Pavese/Palvese’’, erano appoggiati su tribune, usati dai balestrieri o arcieri che avevano bisogno di protezione durante la ricarica. Il pavese, è un’arma difensiva che rassomigliava a un grande scudo rettangolare, e che per il suo peso, era portato da un soldato, chiamato pavesaro o palvesaro. Questi quasi sempre accompagnava i balestrieri e poneva nel combattimento il palvese con il lato inferiore a terra innanzi a essi, facendo in modo che l’intero corpo rimanesse riparato contro il nemico.
Scudo dell’aquilone è stato un tipo di scudo adottato dal X al XII secolo. Assunse una forma di lacrima inversa, la parte superiore più larga, atta a difendere un intero fianco del cavaliere in combattimento o la gamba anteriore del fante. Molti scudi per aquiloni possedevano una curvatura graduale, in modo che si adattasse meglio al contorno del corpo dei soldati.
Lo scudo del riscaldatore. Nel 13 secolo, la metallurgia aveva visto un netto aumento dell’efficacia. Quei grandi scudi erano divenuti ingombranti e da intralcio ai movimenti, non esente lo scudo dell’aquilone che mutò le dimensioni divenendo più piccolo, e trasformandosi in ‘’S. del riscaldatore’’. Gli scudi stessi caddero nel dimenticatoio man mano che l’armatura fu sempre più efficace, ma lo scudo del riscaldatore conserva ancora oggi le sue dimensioni e forme in quanto ancora usato per scopi cerimoniali, trova ampi spazi in araldica.
Domenico “Mimmo” Tamburrano
