Le Chiarine del Rione
Cenni storici
La “chiarina”è uno strumento musicale appartenente alla famiglia dei “tubicines”, ottoni che hanno attraversato la storia, dall’epoca romana fino ai giorni nostri: strumenti arcaici, ma raffinatissimi, di forte impatto sonoro, di gran difficoltà e raffinatezza nell’esecuzione, al tempo stesso ancestrali. Dalle “buccine”, di forma lunga e fortemente scampanata, pendono drappelli o piccoli stendardi, di regola marcati da stemmi o scritte, che le connotano come appartenenti a un regno, una città, una famiglia nobile, una corporazione o, come nel nostro caso, lo stemma rionale.
Il suono prodotto sfrutta la sequenza naturale delle armoniche, prodotta attraverso l’aumento della pressione interna. Nell’iconografia medievale e rinascimentale lo strumento viene raffigurato per dar vigore alle scene, aumentando nell’osservatore l’impressione evocativa del suono o della drammaticità dell’evento raffigurato. Nelle tradizioni pittoriche realistiche, nella complessa varietà di questi aerofoni, le fogge ed i materiali utilizzati variavano notevolmente a seconda del grado di ricchezza dell’ambiente e degli esecutori stessi. Dalle forme semplici e lineari, fino ad elaborati oggetti d’alto artigianato ed oreficeria. Oggi, proprio per salvaguardare l’aspetto originale della chiarina e per venir incontro alle richieste dei gruppi storici delle federazioni italiane sbandieratori (F.I.S.B. e L.I.S.) esistono molteplici tipologie di chiarine in tutte le tonalità, arrivando a sfiorare le ottave del trombone o del trombino alto. In effetti, le occasioni in cui si possono vedere sono perlopiù di tipo rievocativo e in costumi d’epoca.
Nel 2008, ultimo tra tutti e non senza contrasti interni (per motivazioni puramente storiche), anche il nostro rione si è adeguato agli altri ed ha adottato l’anacronistica “chiarina con pistoni”, dando inoltre la possibilità anche alle ragazze di entrar a far parte del gruppo dei fiati rionali.
Le chiarine del Rione nella “storia” del Rione
“La prima apparizione delle Chiarine del Rione Giallo in piazza del popolo fu nel 1987. Niente gara musici, solo sfilata…
Ma già dall’anno precedente pochi temerari pionieri studiavano nei meandri di Batticuccolo.
Quattro sbandieratori smessi, qualche fancazzista, un dirigente alle prime armi e 2 pivellini di scuro vestiti con radici nobili.
In pochi mesi la squadra si arricchì. Ma in piazza ci andavano i migliori.
L’obiettivo era combattere con quelli di là dal fiume. Con le lattanti, blasonate di monti, non ci sarebbe stata gara …
Ore ed ore a provare i do, sol, do, mi, sol, do (a proposito di note armoniche) ed altrettante a provare passo, marce, allineamenti, conversioni…
Per vincere i “nemici” occorreva eccellenza. Nelle note (di là dal fiume le chiamavano la prima, la seconda, la terza,…).
Nella marcia, nella postura, nell’aspetto sovente arricchito di barba incolta (qualche glabro faticava …).
Nel portamento, sguardo fiero. Dignità, ardimento e vanto sprizzavano da ogni piega del costume.
Orgogliosi di portare la Torre, simbolo di Porta Ponte.
Ma chi di Porta Ponte?
Occorreva un nome!
Bastò poco al coniatore di metafore per trovarlo: FIGOS
acronimo di Fantastico, Inimitabile, Gruppo, Oricalchi, Squillanti.
Ma la assonanza facilmente intuibile la faceva da padrona…
Negli anni i FIGOS hanno fatto di tutto. O quasi.
Serate di prove arricchite di pasticcini e spumante, magliette gialle con messaggi scherzosi, spettacoli sul palco della settimana del Palio, uscite del Rione o di gruppo a far baracca.
Monturati (non mancava mai la fierezza) o in borghese (non mancava mai la goliardia).
L’addio alle armi dei FIGOS fu dopo la Piazza del 1996.
Ancora con una libagione di gruppo. E ancora l’ultima maglietta; Riportava il motto: FIGOS, 10 anni di successi!
In realtà i FIGOS non hanno mai vinto in piazza a Faenza, ma possono vantare la più bella: aver creato il gruppo Chiarine che ancora oggi marcia fiero in testa al corteo rionale e aver lasciato un bel ricordo di quegli smidollati dei FIGOS.”
Augusto Ragazzini – chiarina (e non solo) storica –
