I tamburi del Rione
Sono inconfondibili ed è uno di quei suoni che ci raccontano che i giorni del palio sono arrivati. Che aprano con le chiarine il corteo storico o che accompagnino l’ingresso in piazza o quello sul campo della giostra sono comunque loro: i tamburi “vestiti” dei nostri colori.
Per molti hanno rappresentato l’iniziazione e l’orgoglio non solo di chi ambisce ad indossare i nobili velluti rionali ma anche di chi vuol mettersi in gioco nelle serate delle gare. Nondimeno far parte dei “tamburini”, come per tutti i gruppi che vivono per e grazie al Rione, ha il duplice significato di socialità ed impegno.
Come molte cose, nel tempo, anche i nostri tamburi si sono evoluti e sono cresciuti. Ripercorriamo, con questa galleria fotografica e facendo un salto nel tempo a ritroso sino al 1959, le fogge ed i volti, emozionati e tesi, ora come allora, dei “nostri” tamburini.
Cenni storici. Il tamburo
Si definisce tamburo uno strumento musicale di forma tubolare cavo con due pelli, di cui una sul fondo, in cui il suono è prodotto percuotendo o raschiando una pelle tesa attraverso una delle due estremità del fusto e dalla reazione della seconda pelle per simpatia. Il nome deriva dal persiano tambûr e l’oggetto esiste nella maggior parte delle culture.
I Greci erano convinti che lo strumento fosse di origine Frigia, mentre i romani pensavano che fosse di origine siriana. La pelle usata era comunemente d’asino – da dove la popolare favola di Fedro sull’asino, destinato ad essere picchiato anche da morto.
Nelle culture tradizionali i tamburi rivestono spesso un carattere ufficiale, cerimoniale, sacro o simbolico. In alcuni paesi africani, i tamburi rappresentano e proteggono la regalità tribale, e sono spesso conservati in luoghi sacri.
Era al suono del tamburo che venivano fatti gli annunci sulle piazze a partire dal Medioevo. Il tamburo è stato utilizzato anche come mezzo di comunicazione. In Francia, l’uso del tamburo conobbe un grande sviluppo a partire dal Primo Impero, soprattutto grazie ai granatieri della Guardia imperiale, che eccellevano nella maniera di battere (ancora molto usata nelle cerimonie ufficiali).
…e i tamburini.
Con il termine tamburino si identifica il ruolo di un militare di fanteria che, con il rullo del tamburo, impartisce la cadenza di marcia alle truppe.
Nel passato il diverso ritmo del suonatore serviva a trasmettere ordini all’esercito nelle battaglie. Il ruolo di tamburino, non prevedendo impiego diretto in battaglia ma solo di supporto, era appannaggio dei più giovani, spesso ragazzi. Tuttavia il compito dei tamburini non era esente da pericoli e al termine di ogni battaglia i morti e i feriti si contavano numerosi anche tra di loro. In realtà la posizione avanzata dei suonatori di tamburi, posizionati di fianco alle prime linee degli schieramenti, li esponeva a grande pericolo visto che l’ingombro del tamburo faceva di loro facile bersaglio. I ragazzi, attirati dal fascino dell’avventura, venivano facilmente reclutati negli eserciti, scelti tra i dodici e i sedici anni di età.
Già tra il VI e il V secolo a.C., Sun Tzu nel suo trattato L’arte della guerra suggerisce l’uso di tamburi per impartire ordini agli eserciti durante le battaglie, ovviando così al fatto che i comandi, seppure urlati, non possano essere facilmente uditi durante gli scontri; ugualmente efficaci erano di notte, quando i segnali visivi quali bandiere e stendardi si rivelavano inutili. Lo stratega cinese sottolineava anche l’effetto psicologico che il rullo cadenzato dei tamburi aveva sui soldati, incentivando all’attacco i più valorosi e dando coraggio ai pavidi.
I tamburi furono introdotti negli eserciti occidentali dagli Arabi durante la loro dominazione in Spagna. Durante la Rivoluzione americana i tamburi si ritagliarono un posto importante nei campi di battaglia. La diffusione della tromba quale strumento per impartire gli ordini in battaglia, introdotta nell’uso bellico già a partire dal XV secolo, la sua facilità di utilizzo specie dai reparti a cavallo, e il limitato ingombro, fecero man mano cadere in disuso i tamburi in battaglia e di conseguenza la necessità di soldati specializzati quali i tamburini. Questi ultimi trovarono progressivamente posto solo nelle bande militari a scopo cerimoniale.
