"Una nuova sede"
A Faenza nel lessico di un “Rionale” degno di tale nome non esistono frasi tipo: “Ci vediamo al Rione Giallo”.
No, a Faenza se senti una persona che parla in quel modo l’hai “sgamata”: non è un rionale ma un forestiero, uno straniero, o “Uno di un altro rione”. A Faenza, per un rionale degno di tale nome, nel suo modo di parlare e soprattutto di pensare e di sentire, esiste sempre e semplicemente una parola anticipata dall’essenziale articolo determinativo: “Il Rione”‘.
il Rione è quello, unico ed inconfondibile e solo se, in casi eccezionali, si deve mettere piede in “territorio nemico” se ne specifica l’altrui colore.
“Rione” è quindi anche sinonimo di casa, nido, ritrovo. Per il Rionale il Rione è parte della propria vita, di ciò che è stato, che è e che sarà, in maniera univoca ed inequivocabile, nel bene e nel male.
Spesso al Rione si trova “la morosa”, ci si sposa, si vedono i propri figli nascere e crescere. E dal vederli scorrazzare tra i tavoli durante la settimana del Palio a sposati e a loro volta con dei figli è (stato) un attimo. Al Rione ci si muore anche, perché questa è la vita.
A Faenza il Rione è una fede, è una specie di religione, e come ogni religione ha bisogno del suo “tempio”. Tempio che i rioni, dalla loro nascita, hanno chiesto ed avuto.
Prima del 1990, però, tutti i Rioni avevano la sede situata all’interno delle antiche mura manfrediane. Tutti tranne uno: il nostro.
Con un edificio lontano dalla piazza, fuori dalle mura, piccolo e scalcinato, alla fine degli anni ’80 le pressioni, nei confronti dell’amministrazione comunale furono forti e feroci, tanto da minacciare di boicottare il Palio ed ogni manifestazione, ad oltanza e per gli anni a venire.
Finalmente ci fu assegnata una sede “nuova”. Nuova per modo di dire; un edificio completamente da ristrutturare, accompagnato da risorse irrisorie. Servivano quindi braccia, mani, tempo e soprattutto cuore. Già… cuore. Di vittorie sino ad allora ce n’erano state davvero poche, ma il cuore, dalle parti di Via Batticuccolo, ce n’era davvero tanto.
Finalmente si prospettava la realizzazione di un grande sogno lungo ormai trent’anni: una sede all’interno delle mura cittadine degna di essere chiamata tale. Le condizioni dell’edificio apparivano pietose, serviva tutto e tra il tutto servivano mattoni per le pavimentazioni esterne. Ci dissero che nella zona di Castel San Pietro Terme c’erano caselli ferroviari dismessi che si potevano “smontare” e, come mattoncini di Lego, rimontare in Via Bondiolo.
Tra i tanti, tantissimi lavori da fare facemmo anche quello; li smontammo, ed utilizzammo quei pezzi che ora sono il cortile esterno della nostra Sede.
Questa storia e le foto per ricordare a chi c’era, chi eravamo e chi siamo.
Questa storia e le foto per ricordare a chi per motivi anagrafici o di scelte c’è solo ora, che quando entra nella sede, a partire dalla corte rionale, in quei muri ed in quei mattoni messi uno ad uno a lisca di pesce, e in quei ciotoli che formano le due torri, ci sono tanti pezzi di noi.
Noi, “quelli di Batticuccolo”.
Ed in quel “noi” pezzi di vita e di speranze per un futuro migliore. Pezzi di quel sogno che finalmente si stava per realizzare.
E lo spirito di quello che ci univa e che ancora ci unisce è ancora lì, intrappolato in quelle pietre ed in quei muri.
(M.P.)
“Il Galeotto” 1989
“Il Galeotto” 1990
“Il Galeotto” 1991
“Credo allora che sia doveroso ringraziare il fatto di essere veri rionali, ringraziare questi stimoli che ci nascono da dentro, ringraziare i valori nei quali siamo capaci di credere e di sviluppare, ringraziare il fatto che ci piace vivere insieme, ci piace ridere, lottare, impegnarci, sudare, comprenderci… Per questo ideale.
Un ideale che non esaurisce nella goliardia di un solo giorno, non si esaurisce nella singola volontà di “farsi vedere”, non si esaurisce nella bramata vittoria.
E tutto ciò per un Rione che dal 1969 non vince il Palio.”
Augusto Ragazzini, “Il Galeotto” 1990
Per le fotografie si ringrazia:
Claudio Bartolini (Bartolo)
raccolta fotografica curata da:
Paride Ceroni
bibliotecaangelolapi@gmail.com
